Orologio climatico: quanto tempo rimane ancora al nostro pianeta

Il Climate Clock, detto anche Orologio Climatico è uno strumento di sensibilizzazione globale che mostra in tempo reale quanto tempo rimane per limitare il riscaldamento globale a 1,5°C, soglia oltre la quale gli effetti della crisi climatica diventerebbero irreversibili. Installato per la prima volta a New York nel 2020, oggi è presente in diverse città del mondo, inclusa Roma, dove si trova sulla facciata del Ministero della Transizione Ecologica dal 2021.
L’orologio è diviso in due sezioni: il countdown che indica il tempo rimasto per esaurire il “budget di carbonio” se le emissioni continuano ai ritmi attuali, e la percentuale di energia globale proveniente da fonti rinnovabili. I dati si basano su modelli scientifici aggiornati di istituzioni come il Mercator Research Institute e l’IPCC.
La soglia di 1,5°C è critica perché il suo superamento comporterebbe conseguenze devastanti: scioglimento dei ghiacciai, innalzamento dei mari, eventi meteorologici estremi, migrazioni forzate, insicurezza alimentare e collasso degli ecosistemi.
Tuttavia, il tempo non è ancora scaduto. Le soluzioni sostenibili per far fronte all’emergenza planetaria sono molte. L’accelerazione verso la transizione alle energie rinnovabili è la principale, ocme anche gli investimenti in mobilità sostenibile, la promozione dell’efficienza energetica, la protezione degli ecosistemi naturali e il sostegno all’economia circolare.
A livello politico servono invece degli stop ai sussidi fossili, una nuova carbon tax e degli incentivi green. Anche le azioni individuali fanno la differenza: ridurre i consumi energetici, limitare carne e latticini, scegliere trasporti a basso impatto, comprare prodotti durevoli e locali sono le più semplici.
Il Climate Clock rappresenta un invito urgente all’azione collettiva: ogni secondo conta e può essere trasformato in un passo verso un futuro sostenibile, ma bisogna agire immediatamente.




