Beach Litter 2025, a quale livello è l’inquinamento delle spiagge italiane

L’indagine Beach Litter 2025 di Legambiente rivela un quadro allarmante dell’inquinamento sulle coste italiane. Su 63 spiagge monitorate in 13 regioni sono stati raccolti e catalogati 56.168 rifiuti, con una media di 892 rifiuti ogni 100 metri lineari.

Rispetto al 2024, la percentuale di spiagge “sporche” o “molto sporche” è aumentata drasticamente dal 6,6% al 28%, mentre quelle “molto pulite” sono calate dal 42% al 27%. Un terzo delle spiagge italiane versa ormai in condizioni critiche secondo il Clean Coast Index.

Dominio della plastica

La plastica rappresenta il 77,9% di tutti i rifiuti censiti (oltre 43.000 pezzi), seguita da vetro e ceramica (8,3%), carta (4,3%) e metalli (3,6%). Particolarmente preoccupante è che il 40,5% dei rifiuti appartiene alla categoria plastica monouso, nonostante i divieti della Direttiva SUP del 2021.

La classifica è dominata da frammenti di plastica, seguiti da tappi e coperchi (8,2%), mozziconi di sigaretta (7,5%), polistirolo (6,9%) e cotton fioc (5,6%). I mozziconi rappresentano un problema particolare, con circa sette cicche ogni dieci metri.

Le cause e le soluzioni dell’inquinamento

L’abbandono deriva da cattiva educazione ambientale, insufficienza di controlli e inquinamento proveniente da fiumi e scarichi. La soluzione richiede un cambio di mentalità collettivo, supportato da iniziative come “Spiagge e fondali puliti” che coinvolge migliaia di volontari in azioni di pulizia e sensibilizzazione. Il marine litter non è solo un problema ambientale, ma riflette il rapporto delle persone con lo spazio pubblico e le generazioni future.