Come avere acqua frizzante direttamente dal rubinetto della propria cucina

Ottenere acqua frizzante direttamente dal rubinetto della propria cucina oggi è possibile: basta installare un erogatore d’acqua a uso domestico.

L’impianto viene posizionato direttamente sotto-zoccolo o sovra-banco, in base allo spazio a disposizione in cucina.

L’installazione non comporta lavori di muratura, ma deve essere realizzata da personale qualificato per creare dei collegamenti a cui si deve prestare la massima attenzione.

L’acqua frizzante è molto apprezzata da un numero sempre maggiore di persone grazie alla sua azione dissetante dovuta alla presenza delle bollicine, che sollecitano il palato e stimolano i ricettori del gusto.

È preferibile bere acqua liscia oppure gassata?

L’aggiunta di CO2 non determina effetti negativi sul benessere del corpo. Anzi, se assorbita nelle giuste quantità, questo tipo di acqua offre il supporto di calcio e di sali minerali necessari al benessere dell’organismo.

Bere acqua frizzante fa bene specialmente se arriva dal rubinetto e viene purificata attraverso l’osmosi inversa. Ecco alcuni benefici:

Riduzione della spesa sul bilancio famigliare: non sarà più necessario acquistare le pesanti casse d’acqua al supermercato;

Rispetto dell’ambiente: si creano meno rifiuti plastici, fonte principale di inquinamento;

Aiuta la digestione: il contenuto leggermente acido, dovuto alle molecole di anidride carbonica, interviene in modo diretto a stimolare le mucose dello stomaco, offrendo una valida protezione prima di ogni pasto.

l’acqua frizzante e la digestione

l'acqua frizzante e la digestione

Azione idratante e dissetante: l’anidride carbonica interviene sui recettori del gusto, con una maggiore sensazione di freschezza sul palato, portando subito a una sensazione di freschezza.

Acqualife dispone di differenti impianti che propongono anche l’acqua frizzante e permettono di scegliere il tipo di gasatura più adeguato. Scoprili nella sezione dedicata dell’app.

L’ammorbidente naturale al posto dei detergenti chimici, quanto è efficace

La sensazione di un capo morbido appena estratto dalla lavatrice è impagabile. Ma chi ha detto che questo risultato si può ottenere solamente con detergenti chimici?

L’ammorbidente naturale meno inquinante che ci sia è l’acqua ozonizzata che, grazie all’eliminazione dell’elettricità statica all’interno del cestello, rende gli abiti e la biancheria naturalmente morbidi.

Provare per credere: basta un ozonizzatore domestico.

Ammorbidente naturale per lavatrice: che cosa utilizzare

In un’ottica di sostenibilità ambientale e, perché no, anche economica, trovare alternative ai classici ammorbidenti chimici può rivelarsi una scelta saggia.

In primis per le sostanze che, una volta esausto, si riversano negli scarichi arrivando fino in mare. In secondo luogo poiché questi additivi sono contenuti all’interno di confezioni plastiche che, se non smaltite correttamente, rischiano di alimentare l’inquinamento degli ecosistemi terrestri.

Ma perché è così difficile rinunciare all’ammorbidente? Questo additivo per il bucato, attraverso la sua formulazione, riesce a ridurre sensibilmente l’accumulo di elettricità statica tra le fibre e rende più agevole anche la fase di stiratura.

Il funzionamento è piuttosto semplice. Gli elementi chimici alla base dell’ammorbidente riescono a rilassare i tessili e, depositando un leggero strato di composti, agiscono sulla morbidezza e sulla profumazione del bucato. L’effetto sui capi dato dall’ammorbidente tradizionale rende difficile pensare di abbandonarlo senza avere una soluzione efficace a portata di mano.

Come rendere il bucato morbido senza l’ammorbidente

Il bicarbonato di sodio è un ammorbidente naturale per lavatrice efficace, se fatto sciogliere in acqua e aggiunto nel cestello. A lungo andare, però, potrebbe compromettere il funzionamento dell’elettrodomestico, accumulando calcare.

L’aceto aggiunto all’acqua di lavaggio (versato nel cassetto dell’ammorbidente nella misura di un bicchiere per ciclo) può aiutare a rendere più morbidi i capi. La controindicazione è legata all’odore, che in qualche caso potrebbe restare impregnato nel tessuto e creare fastidio.

Infine, sciogliere acido citrico in acqua distillata (con le proporzioni di 100g ogni litro) consente di ottenere un ammorbidente naturale particolarmente efficace, da profumare con apposite essenze per il bucato.

alternative all'ammorbidente

Cosa usare al posto dell’ammorbidente

Sebbene i rimedi naturali appena citati possano favorire l’abbandono dell’ammorbidente chimico, esiste un metodo ancora più efficace, privo di controindicazioni e senza pensieri. Si tratta dell’acqua ozonizzata: un igienizzante naturale che, grazie alla sua azione, elimina l’elettricità statica dal cestello e consente di avere capi dalle fibre morbide, senza chimica.

Viene immessa direttamente nell’acqua di lavaggio dall’ozonizzatore domestico, che viene fissato direttamente su ogni tipologia di lavatrice. Quando è in azione, il dispositivo tecnologico rilascia ozono nell’acqua che, a contatto con i capi, si trasforma in ossigeno attivo dalla potente azione igienizzante.

Una volta terminata la sua azione, si dissolve nell’acqua e non causa danni all’ambiente, poiché si tratta di una sostanza del tutto naturale. Ecco perché scegliere l’ozonizzatore domestico si rivela vincente per una casa più green e per un impatto diretto sull’economia domestica.

I plus dell’acqua ozonizzata

Oltre a eliminare l’acquisto di ammorbidente e ridurre sensibilmente le quantità di detersivo necessarie per ogni lavaggio, l’ozonizzatore domestico permette di velocizzare i cicli (bastano solo 30 minuti) e ridurre le temperature di lavaggio (massimo 30 gradi).

I capi bianchi e colorati possono essere lavati insieme, con un risparmio energetico notevole, visibile anche in bolletta.

Chi prova l’acqua ozonizzata non torna più indietro: è l’ammorbidente naturale più efficace che ci sia ed è facile da usare senza pensieri, grazie all’installazione di un ozonizzatore domestico.

ammorbidente naturale per i tessuti

L’acqua condominiale: distribuzione e qualità

Tra le tante voci da tenere sotto controllo nel bilancio del condominio, quella dell’acqua è molto importante.

Dalla ripartizione delle bollette secondo consumi o millesimi, alla lettura dei contatori, fino ai problemi legati alla rottura di tubature e alla mancanza di pressione, i fattori da tenere in considerazione sono molteplici.

Ogni condominio deve essere dotato di un contatore centralizzato, capace di registrare i consumi di ogni unità immobiliare, in alternativa, ogni appartamento deve possedere il proprio contatore.

Questo perché le spese legate al consumo acqua devono essere ripartite tra i singoli condomini.

Ma com’è l’acqua che arriva nelle nostre case?
L’acqua che arriva all’interno delle abitazioni è di qualità, poiché controllata scrupolosamente negli acquedotti comunali e nel suo percorso per raggiungere i diversi edifici cittadini.

Quando viene immessa nel sistema di tubature condominiali, però, potrebbe venire in contatto con sostanze indesiderate, a causa dell’usura delle condutture, o altre problematiche.

Ecco perché è importante eseguire controlli periodici sullo stato delle tubature condominiali ed effettuare interventi risolutivi le cui spese verranno ripartite secondo millesimi tra tutti i condomini.

Tenendo sotto controllo gli impianti condominiali, l’acqua del rubinetto manterrà le stesse proprietà di quella rilasciata dall’acquedotto comunale.

Saranno poi i singoli nuclei familiari a decidere se implementarla e renderla pura.

Infatti, nonostante l’acqua che arriva nelle nostre case sia di buona qualità, il consiglio è quello di effettuare dei test dell’acqua gratuito come quelli offerti da Acqualife, per valutarne durezza e residuo fisso, conducibilità e il ph.

Grazie agli erogatori acqua domestici è possibile migliorare la qualità dell’acqua proveniente dall’acquedotto, rendendola leggera, inodore e depurandola da sostanze indesiderate.

Attraverso speciali filtri e membrane, le tracce di batteri e metalli pesanti scompariranno e si potrà bere e cucinare utilizzando l’acqua del rubinetto in completa spiensieratezza.

 

Bottiglie d’acqua, il percorso dalla sorgente alla tavola

Da oltre cinquant’anni le bottiglie d’acqua sono una presenza fissa nelle case e sulle nostre tavole. Ma come avviene la fase di imbottigliamento?

L’acqua di sorgente viene incanalata – in condizioni asettiche e senza contaminazione umana – in appositi contenitori realizzati in vetro o in PET (un particolare tipo di plastica molto leggera e al contempo resistente).

Ma tutto inizia da una sorgente d’acqua, attraverso l’azione di captazione che può avvenire da acqua corrente oppure dalla falda.

Il liquido viene raccolto dalla sorgente e, attraverso particolari sistemi, convogliato verso lo stabilimento dove avvengono le successive fasi.

Da qui inizia il percorso di imbottigliamento che segue diversi procedimenti controllati che garantiscono la sicurezza dell’acqua minerale.

Ecco quali sono i principali step:

  • Incanalamento dell’acqua: la captazione prevede l’indirizzamento del liquido attraverso delle condotte in acciaio Inox;
  • Creazione della bottiglia in PET o in vetro;
  • Riempimento: una volta pronte le bottiglie di plastica o di vetro si passerà a colmarle con l’acqua della sorgente.
  • Tappatura ed etichettatura: a questo punto, la bottiglia viene sigillata attraverso un tappo di plastica o di alluminio e in questo modo si evita qualunque forma di contaminazione della sostanza al suo interno.
  • Invio per lo stoccaggio e il trasporto in magazzini e centri commerciali.

Il processo di imbottigliamento, grazie alle nuove tecnologie, è sicuro e preciso e consente di avere sempre acqua in bottiglia dalla sorgente direttamente nelle case.

Allo stesso tempo, però, per produrre acqua in bottiglia si ha un ingente consumo di energia e di risorse idriche.

Il punto debole della filiera dell’acqua in bottiglia è sicuramente lo stoccaggio.

Se la conservazione avviene a contatto diretto con la luce solare oppure se ci sono schiacciamenti, la plastica attraverso un processo detto “migrazione” può rilasciare microcomponenti nell’acqua. Si tratta di nanoplastiche e microplastiche non idonee per il consumo umano.

Preferire l’acqua del rubinetto porta numerosi vantaggi legati alla logistica, ai costi e alla qualità: si tratta infatti di acqua potabile già controllata per legge e a livello ambientale sicuramente più sostenibile poiché evita il passaggio dell’imbottigliamento.

Ovviamente si consiglia un erogatore d’acqua domestico per ridurre la presenza di possibili sostanze indesiderate e rendere il liquido leggero e salutare, perfetto da bere e per cucinare.

L’acqua in bottiglia è piena di nanoplastiche: lo rivela uno studio americano

le nonoplastiche nell'acqua in bottiglia

Il 2024 si è aperto con una notizia che ha scosso i consumatori di tutto il mondo: un team di ricerca della Columbia University, coordinato dal professore Naixin Qian, ha scoperto che l’acqua in bottiglia può contenere fino a 370mila particelle di polimeri sintetici.

Le nanoplastiche nell’acqua hanno dimensioni infinitesimali e non sono quindi visibili a occhio nudo: se con il termine microplastiche si intendono i frammenti di dimensioni comprese tra 5 millimetri e un micrometro, le nanoplastiche sono ben al di sotto di queste dimensioni.

Per trovarne traccia gli studiosi hanno sviluppato un’inedita tecnologia capace di combinare l’azione di due laser che provocano la risonanza delle molecole.

In questo modo è possibile calcolare le percentuali di plastica nell’acqua legate alle sette principali tipologie di polimeri sintetici oggi in commercio.

Lo studio, pubblicato l’8 gennaio 2024 sulla piattaforma del Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences) riporta che si trovano tra le 110mila e le 370mila nanoplastiche nell’acqua in bottiglia americana. Nonostante i valori dell’acqua potabile siano tenuti sotto controllo al momento dell’immissione delle bottiglie in PET sul mercato, non vi sono verifiche durante la filiera di trasporti e stoccaggio.

assumere acqua in bottiglia

Se esposti a fonti di calore dirette o schiacciate, i contenitori in polimeri sintetici subiscono il fenomeno di migrazione della plastica, che causa la diffusione delle nanoplastiche nell’acqua in bottiglia: ecco perché è necessario riflettere sulle modalità di produzione e conservazione di questi packaging usa e getta.

Consumando acqua in bottiglia che non è stata correttamente conservata (per esempio esposta a fonti di calore dirette o piegata) si incorre nel rischio di ingerire notevoli quantitativi di plastica.

Ecco perché è consigliabile consumare acqua del rubinetto leggera e di qualità grazie a un erogatore domestico.

L’osmosi inversa riduce fino al 99.9% di eventuali sostanze indesiderate di diverso genere, sfruttando le potenzialità di membrane semipermeabili.

Scopri di più sui prodotti Acqualife direttamente all’interno dell’app.

Caro bollette, quando finirà e come risparmiare sui consumi

Da quando la guerra imperversa in Europa, diversi Paesi hanno iniziato a fronteggiare un importante caro bollette dovuto all’aumento vertiginoso dei costi dell’energia.

Ci troviamo infatti nel bel mezzo di una crisi energetica, che ha impattato direttamente sui costi di energia elettrica e gas, che continuano ad aumentare mettendo in difficoltà numerose famiglie, specialmente quelle con redditi bassi.

Per gestire questa situazione, il Governo italiano ha messo in campo una serie di iniziative come il Decreto Energia, per tutelare il portafoglio dei cittadini.

A cosa sono dovuti gli aumenti e il caro bollette

L’Italia è da sempre uno dei paesi europei dove il costo dell’energia è maggiore della media, sia se si parla di gas che di elettricità. Oltre a questo, a partire dal 2021 è stata protagonista di un’escalation dei prezzi energetici, sfociati in un caro bollette a dir poco preoccupante.

Le cause sono molteplici, legate essenzialmente a:

  • incremento della domanda di energia al termine dell’emergenza pandemica
  • guerra tra Ucraina e Russia che ha dato via a una speculazione finanziaria
  • drastica riduzione della fornitura di gas da parte della Russia
  • aumento del fabbisogno di gas per nazioni in cui è in atto la transizione energetica dal carbone a impianti a gas tecnologicamente più avanzati e green
  • crescita delle spese di trasporto energetico e della gestione dei contatori che ha determinato un aumento bollette

Per quanto riguarda i costi dell’elettricità, a partire dal secondo semestre del 2021 si sono registrati continui sbalzi, partiti dal +9,9% e arrivati a toccare il +29,8% nel quarto trimestre 2021 e il +55% nel primo trimestre del 2022.

Tradotta in euro, questa situazione altalenante ha portato le famiglie italiane a spendere in media 820€ in più all’anno per l’energia elettrica.

Ma il caro bollette ha riguardato anche il prezzo del gas, che all’inizio del 2022 ha toccato un +41,8%, tradotto in un incremento spesa medio di 600€ all’anno per famiglia.

l'aumento delle bollette

Che cos’è il Decreto Energia per i rincari d’autunno

Per fronteggiare i nuovi rincari d’autunno, il Decreto Energia n.131 pubblicato in Gazzetta Ufficiale e convertito con modificazioni in legge 27 novembre 2023 n° 169, delinea delle misure urgenti per contrastare il caro bollette, sostenendo il potere d’acquisto degli italiani e tutelandone i risparmi.

Questi provvedimenti, come quello che riduce le bollette di energia elettrica e gas, vanno incontro ai nuclei familiari più deboli e possono essere richiesti da famiglie con ISEE fino a 15000 euro, oppure fino a 30000 euro con quattro figli.

A loro spetta anche un allargamento della social card, che consente l’acquisto di abbonamenti ai mezzi pubblici e contiene contribuiti per il carburante.

A livello generale, il Decreto Energia:

  • Azzera gli oneri del gas naturale
  • Riduce l’iva al 5% per il gas metano a uso civile e industriale, impiegato per teleriscaldamento ed energia termica

Quando finirà il caro bollette

Predire la fine del caro bollette è molto difficile. Finché continueranno le tensioni in Europa, il prezzo per le materie prime si manterrà elevato e, di conseguenza influirà sull’aumento bollette. Gli effetti, alla fine del 2023, sono ancora visibili e lo saranno per mesi.

Consigli per diminuire i consumi

Dato che le tensioni internazionali e le speculazioni finanziarie potrebbero protrarsi per un periodo molto lungo, per contrastare il caro bollette, è necessario tutelarsi facendo scelte consapevoli. Dalla scelta dei fornitori di luce e gas che applicano tariffe migliori, fino alla scelta di soluzioni green per la casa.

Andando a intervenire sull’immobile con interventi mirati è possibile aumentare l’isolamento termico, ottenere bonus fiscali e un risparmio energetico notevole, che si traduce in bollette più leggere.

Inoltre, in questa situazione è vitale eliminare gli sprechi energetici spegnendo sempre le luci quando si esce da una stanza, non lasciando elettrodomestici in stand-by e ottimizzando il riscaldamento con programmi mirati sul termostato.

Infine, per chi volesse raggiungere l’autosufficienza energetica, esistono numerose soluzioni come i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica e il solare termico che consente di scaldare l’acqua sanitaria.

Prodotti Ecogenia utili per contrastare il caro bollette

Ecogenia mette a disposizione delle famiglie italiane numerosi prodotti in grado di rendere la casa più sostenibile e di ottimizzare l’economia.

Scegliendo un ozonizzatore domestico Igenial, per esempio, sarà possibile lavare capi bianchi e colorati insieme con cicli brevi di 30 minuti a una temperatura massima di 30°.

Questo si traduce in minor numero di lavaggi e consumo ridotto di energia elettrica, con conseguente risparmio in bolletta.

GenialEnergy, inoltre, offre soluzioni per una casa green, come l’accumulatore per acqua calda sanitaria e riscaldamento Sailer, che gestisce le temperature attraverso stratificazione per evitare inutili sprechi.

Con la linea GenialKap l’azienda mette a disposizione anche un’alternativa al cappotto termico dall’elevata traspirabilità che aiuta a mantenere la temperatura di casa controllata.

Caldo d’inverno e fresco d’estate significano minori costi di energia per l’aria condizionata e di gas per il riscaldamento.

Inoltre, l’azienda green propone soluzioni impiantistiche come pannelli fotovoltaici con sistemi di accumulo energetico e solari termici a svuotamento.

Una casa più sostenibile è il mezzo migliore per contrastare il caro bollette, garantire benessere alla famiglia e allo stesso tempo tutelare l’ambiente.

casa green con le soluzioni di Ecogenia

Cosa potrebbe contenere l’acqua e quali sono le possibili sostanze indesiderate

Spesso ci si chiede se l’acqua del rubinetto, che consumiamo quotidianamente, sia davvero leggera e salutare.

L’analisi visiva e olfattiva, infatti, non basta per sapere che cosa contiene l’acqua e se tra le sue gocce potrebbero esserci delle sostanze indesiderate.

Cosa contiene l’acqua, conoscere i parametri dell’acqua potabile

In Italia, l’acqua del rubinetto gode di una buona qualità poiché viene monitorata quotidianamente e attentamente nel suo percorso dall’acquedotto alle abitazioni.

Si ha quindi la garanzia che rispetti i parametri definiti per legge, fino al punto in cui viene immessa negli impianti casalinghi.

Da qui il Comune non ha più controllo su ciò che accade all’acqua, né sullo stato di salute degli impianti idrici condominiali e privati o sul loro livello di manutenzione.

È proprio lì che l’acqua potrebbe cambiare parte delle sue caratteristiche iniziali.

Le possibili sostanze inquinanti nell’acqua

Si tratta di metalli pesanti nell’acqua e sostanze inquinanti, che si possono suddividere in due macro categorie:

  • Sostanze chimiche – sintetiche come residui plastici o metalli tipo cromo e mercurio, pesticidi e diserbanti
  • Sostanze biologiche – componenti organiche come batteri, funghi e virus

Vediamo nel dettaglio quali sono le sostanze inquinanti nell’acqua:

Amianto
Composto da fibre minerali e naturali tra cui lana di roccia e lana di vetro, era largamente diffuso in ambito edilizio fino a qualche decennio fa.

Arsenico
Fa parte della categoria dei semi-metalli ed è diffuso in molti tessuti animali e vegetali.

Cromo
È utilizzato principalmente nelle leghe di diversi acciai inossidabili. Il cromo esavalente, in particolare, non deve figurare tra i parametri acqua potabile del rubinetto.

Batteri Patogeni
Si tratta di virus e microrganismi come la salmonella. Inoltre, esistono degli indicatori come i batteri di escherichia coli e gli enterococchi che si possono trovare nell’acqua.

Pesticidi
Impiegati principalmente in agricoltura per tutelare le coltivazioni da parassiti, sono usati anche per allontanare gli insetti dalle case. Fanno parte della categoria anche diserbanti e numerosi altri gruppi come erbicidi, alghicidi, fungicidi. Vaporizzati in grandi quantità su piante e arbusti, penetrano nel suolo e raggiungono le falde acquifere.

Sostanze inquinanti nell’acqua: plastica e derivati

Le microplastiche disperse nei corsi d’acqua e nei suoli potrebbero finire all’interno delle falde acquifere e, quando di dimensioni infinitesimali, diventare difficili da eliminare. Per questo, tra le sostanze inquinanti nell’acqua potrebbero trovarsi micro frammenti di ftalati, bisphenol A e altri polimeri sintetici.

Piombo
Con il piombo venivano realizzate alcune componenti di impianti idrici e ancora oggi se ne trovano tracce in edifici d’epoca. Se ingeriti attraverso alimenti o acqua, a lungo andare, gli ioni di piombo possono diventare un problema.

Altri metalli pesanti nell’acqua
Presenti in natura e nella composizione di alcune rocce, oltre al piombo l’acqua può contenere sostanze indesiderate dovute a metalli pesanti in concentrazioni più o meno alte. Cadmio, Cromo, Mercurio e Nichel sono i più diffusi, ma l’elenco è molto più ampio.

La ruggine
Anche l’ossido di ferro, conosciuto ai più col nome di “ruggine”, può arricchire la lista di sostanze inquinanti.
Tende infatti ad accumularsi all’interno di impianti con tubazioni metalliche molto vecchie, oppure negli snodi dove l’acqua resta ferma per molto tempo.

Cosa contiene l’acqua, scoprilo con un test della tua acqua del rubinetto

Per avere una panoramica su alcuni parametri acqua potabile della tua casa puoi rivolgerti agli esperti di Acqualife, che effettueranno un test gratuito a domicilio.

I parametri principali misurati sono:

  • Durezza dell’acqua
  • Ph
  • Conducibilità dell’acqua
  • Residuo fisso

In questo modo potrai capire se il tuo impianto necessita dell’aiuto di un erogatore acqua domestico per rendere l’acqua leggera e salutare, più buona da bere e per cucinare.

Quale acqua bere in famiglia, prediligi un’acqua filtrata

In questo articolo scopriremo quale acqua bere per essere in salute, oltre ai diversi tipi di acque presenti in commercio.

È sufficiente infatti leggere l’etichetta per capire fin da subito che non tutte sono uguali: mineralizzate, oligominerali, minerali e ricche di sali minerali, e potremmo continuare all’infinito.

Quale acqua bere? Scopriamolo insieme!

Differenze tra acqua naturale e frizzante

In qualsiasi famiglia, da sempre ci si domanda quale acqua bere: naturale o frizzante?

Ebbene, nonostante da un punto di vista nutrizionale non vi sia nessuna differenza, da un punto di vista sensoriale sì, e non solo.

L’acqua frizzante contiene infatti anidride carbonica ( CO2).

Tale processo di carbonatazione permette di ottenere la famosa acqua gassata, che include bicarbonato di sodio, clorito di sodio, citrato di potassio, solfato di potassio o più semplicemente biossido di carbonio.

A differenza di quanto si possa pensare, consumare acqua frizzante non fa male e tanto meno fa ingrassare.

Quanta e quale acqua bere per avere un corpo idratato

Si sa, l’acqua è uno degli elementi fondamentali del nostro organismo, per questo è importante sapere quale acqua bere.

Basti pensare che il nostro corpo è formato da circa il 60% d’acqua, cifre che tendono a salire fino al +15% se parliamo di neonati. Bere acqua è perciò vitale!

Si stima che un soggetto adulto, per essere in salute, debba consumarne circa 2/2,5 litri al giorno, fabbisogno che cambia a seconda dell’età e del peso corporeo.

I dati sui reali consumi però non sono confortanti: ogni italiano beve solamente 208 litri di acqua all’anno, circa 500 ml al giorno.

Un quantitativo nettamente inferiore per poter definire il proprio corpo idratato.

I motivi di tale deficit sono diversi:

  • vita frenetica;
  • mancanza del senso della sete;
  • costo dell’acqua in bottiglia.

Quest’ultimo è, infatti, un aspetto significativo che ha portato numerose famiglie a sostituire l’acqua in bottiglia con l’acqua di rubinetto.

Nella maggior parte dei casi, l’acqua che scorre nelle case è potabile, ma è importante sottolineare come, senza nessun tipo di filtro inserito all’interno del rubinetto, possa contenere sostanze indesiderate.

Da qui nasce l’esigenza di acquistare un erogatore d’acqua per la cucina che, come vedremo, offre un’acqua filtrata e leggera.

Impianto purificazione Acqualife

Non è importante capire solo quanta berne, ma anche quale acqua bere.

Scegliere il tipo di acqua adatto a tutta la famiglia è un’impresa ardua.

Come appena anticipato, acquistare un erogatore acqua domestico, come quello di Acqualife, si rivela un eccellente modo per bere di più e cancellare il costo dell’acqua in bottiglia nel ménage familiare.

L’erogatore d’acqua Acqualife, con il suo impianto da posizionare sul lavandino di casa, oltre a eliminare batteri e metalli pesanti, grazie a particolari filtri che rendono l’acqua filtrata, permette di scegliere anche quale acqua bere: naturale, gassata o naturale fredda.

Specialmente la naturale, si rivela molto leggera e adatta alle esigenze e ai gusti dei bambini, che di solito prediligono un’acqua non pesante.

Ecco quale acqua bere con l’erogatore Acqualife

Con l’erogatore d’acqua, ormai utilizzato da numerose famiglie, si può scegliere quale acqua bere, se naturale o frizzante, senza acquistare le  bottiglie di plastica.

Il suo uso infatti permette di:

  • eliminare le bottiglie di plastica;
  • avere sempre a disposizione acqua, senza la necessità di caricare interi cartoni in macchina;
  • avere acqua naturale e gasata sempre a disposizione

Da oggi scegliere quale acqua bere non è più un problema: con l’erogatore acqua domestico Acqualife di Ecogenia, azienda leader da sempre attenta alla natura e al benessere di tutta la famiglia, è possibile dissetarsi semplicemente aprendo il rubinetto di casa!

Come rimediare agli errori di bucato, tutte le soluzioni ecologiche

Rimediare agli errori di bucato in modo completamente naturale è possibile in quanto esisto prodotti dalle proprietà igienizzanti e disinfettanti.

Al giorno d’oggi in commercio però esistono moltissimi additivi chimici che a lungo andare rovinano i nostri capi.

Molti detersivi inoltre se usati con frequenza, aggrediscono il pH della pelle creando irritazioni e rossori diffusi.

Per tali ragioni, ecco come rimediare agli errori di bucato più comuni in maniera totalmente green!

Quando il bucato bianco diventa rosa

Ti sarà capitato almeno una volta nella vita di far diventare il bucato da bianco a rosa.

E’ uno dei classici sbagli che si commettono quando si lavano insieme bianchi e colorati.

In questo caso, come rimediare agli errori di bucato? Ecco due metodi ecologici validi:

  • Non lasciare che l’indumento si asciughi, procedi subito con un nuovo lavaggio ad alte temperature con sapone di marsiglia e due misurini di bicarbonato di sodio.
  • Aggiungi in una bacinella acqua frizzante, succo di limone e sale, dopodiché immergi per almeno 2 ore gli indumenti che desideri smacchiare e infine procedi con il consueto lavaggio in lavatrice.

Colori spenti? Utilizza l’aceto bianco

Per ravvivare i colori dei capi esiste un rimedio della nonna che si rivela il più delle volte efficace: creare un mix tra aceto bianco e sale.

Preparazione :

Due litri di acqua  – due cucchiai di sale grosso e un bicchiere di aceto bianco.

Immergere il tutto in una baccinella per circa un ora, in modo che il tutto possa agire e poi risciaquare. A questo punto rilavare il tutto a 30°

Recuperare un maglione infeltrito

Ritrovarsi con un maglione ristretto o con la lana più dura e compatta è una scesa che può capitare a tutti.

Le cause generalmente sono:

  • temperature errate dell’acqua
  • detersivo aggressivo
  • ph alcarino

Esistono dei metodi naturali per rimediare a questo errore di bucato, come ad esempio:

Una soluzione potrebbe essere quella di lasciare il capo in ammollo tutta la notte e solo la mattina lavarlo a mano con del sapone di marsiglia.

In alternativa acqua fredda e latte e immergere il capo per circa 2 ore. L’acqua deve essere in percentuale 3 volte superiore al latte.

Recuperare un maglione infeltrito

Cattivo odore del bucato dopo il lavaggio in lavatrice

Potrebbe anche capitare che il bucato non profumi e il motivo è molto semplice.

Si potrebbe pensare che possa dipendere dal detergente /ammorbidente  ma allo stesso tempo anche dalla pulizia della lavatrice che non va sottovalutata.

Lavare il cestello e le guarnizioni è un’operazione da fare costantemente.

Un’altra azione da non fare è quella di lasciare i capi nel cestello dopo la fine del lavaggio.

Questa azione contribuisce alla proliferazione dei batteri e alla formazione della muffa.

Eliminare gli odori con una soluzione di acqua e limone può risolvere il problema può essere interessante.

Inoltre effettuare un lavaggio a 90° mettendo nella vaschetta bicarbonato e limone.

perchè il capo puzza dopo il lavaggio

Ecogenia, la soluzione universale!

In questa breve guida abbiamo scoperto come rimediare agli errori di bucato più comuni, eppure non è sempre facile mettere in pratica tutti questi consigli.

Da oggi però esiste una soluzione facile e veloce che ti permetterà di avere sempre un bucato profumato e super pulito senza dover utilizzare additivi, quale?

Igenial ! L’ozonizzatore domestico per lavatrice!

Grazie all’ozonizzatore domestico non dovrai più rimediare a nessun incidente di percorso e inoltre risparmierai denaro in quanto, grazie all’utilizzo dell’ossigeno nell’acqua, i tempi di lavaggio si ridurranno  e non si utilizzaranno i detersivi.

Con Igenial eliminerai macchie e ogni capo sarà igienizzato anche a basse temperature.

Se vuoi un bucato sempre perfetto senza incidenti di percorso scegli l’ozonizzatore per lavatrici di Ecogenia!

Inquinamento ambientale causato dalla plastica, in cosa comporta

L’inquinamento ambientale è una problematica che sta destando un grande risconto mediatico.

La tanta attenzione su questo tema è dovuta alla necessità di tutelare il pianeta e di migliorare la qualità complessiva della vita di chi lo abita.

Uno dei fattori che più sta incidendo è la plastica, materiale sempre più utilizzato nelle attività quotidiane, ma che risulta particolarmente inquinante per l’ambiente.

Come si stanno comportando i Paesi per arginare tale condizione e quali sono le soluzioni che si possono adottare per contribuire tra le mura domestiche?

L’incidenza degli Stati sull’inquinamento ambientale

Gli Stati stanno adottando diverse misure per ridurre l’uso della plastica.

Più di 60 Paesi hanno aderito alla campagna globale denominata Clean Seas per combattere i rifiuti e l’inquinamento da plastica negli oceani.

Molti di questi Paesi si sono impegnati a ridurre l’uso della plastica monouso e a eliminarla completamente dalla società attraverso leggi e normative più severe.

Altri promettono maggiori investimenti negli impianti di riciclaggio nazionali e promuovono piani d’azione per prevenire danni agli ambienti costieri e marini.

Inoltre, la Commissione Europea, in futuro, dovrebbe presentare altre proposte utili per affrontare il problema dei rifiuti di plastica, comprese le microplastiche.

Le tematiche da tenere in considerazione per constrastare l’inquinamento

Quando ci si approccia al miglioramento del pianeta è molto difficile non tenere in considerazione quelle che sono le macro-tematiche che caratterizzano tale condizione.

Negli ultimi anni l’attenzione maggiore è stata posta, da parte dei Paesi più grandi, principalmente verso l’inquinamento del mare, le isole di plastica e la plastica monouso.

L’inquinamento dei mari causato dalla plastica

L’inquinamento dei mari è un problema globale che sta minacciando gli ecosistemi marini.

Esistono molte forme di contaminazione, tra cui l’inquinamento chimico, luminoso, acustico e quello provocato dalla plastica.

L’inquinamento da plastica è una forma di contaminazione che danneggia l’ambiente marittimo.

Si stima che ogni anno entrino negli oceani tra 4,8 milioni e 12,7 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica.

Questi rifiuti possono essere ingeriti da balene, gabbiani, tartarughe marine e altri animali e possono causare danni alla loro salute.

I rifiuti hanno anche un forte impatto sull’inquinamento degli oceani in quanto possono essere restituiti alla terraferma dalle onde e inquinare le spiagge e altre zone costiere.

Cosa sono le isole di plastica

Le isole di plastica sono vaste aree nell’oceano che hanno accumulato nel tempo grandi quantità di rifiuti plastici.

Questi vengono spinti dalle correnti oceaniche e vanno a concentrarsi in determinate zone, dove rimangono intrappolati in vortici acquatici, andando a creare dei veri e propri accumuli.

La più famosa isola di plastica si trova nell’Oceano Pacifico ed è nota come Great Pacific Garbage Patch, con una superficie stimata pari a quella della penisola iberica.

Queste isole di plastica minacciano l’ecosistema e la salute dei nostri mari, incidendo notevolmente anche su quelle che sono le problematiche di salute annesse.

Attualmente non si hanno riscontri numerici definiti sulle conseguenze dell’ingerire alimenti contenenti plastica, ma la presenza della stessa non è sicuramente auspicabile.

Ridurre l’estensione di tale fenomeno può incidere anche sulle isole di plastica.

le isole di plastica

Eliminare la plastica monouso

La plastica monouso è un materiale che viene utilizzato solamente una volta prima di diventare rifiuto.

Per ridurre il consumo di plastica monouso e limitare la sua dispersione nell’ambiente e negli oceani, l’Unione Europea ha adottato la direttiva SUP (Single Use Plastic) che è entrata in vigore il 14 gennaio 2022.

In questo modo si dovrebbero ottenere risultati concreti per la riduzione della plastica monouso.

La direttiva identifica quell’intervento normativo che vieta l’impiego di specifici prodotti in plastica monouso per i quali non vi sono reali altenative in commercio.

Ecogenia vuole aiutare il nostro paese con gesti concreti

Affinché si possa contribuire alla riduzione della plastica, Ecogenia propone diverse soluzioni efficaci:

  • Gli erogatori acqua domestici
  • L’ozonizzatore domestico

In cosa consiste l’erogatore d’acqua domestico

L’acqua che esce dal rubinetto di casa è potabile buona da bere e da utilizzare, ma potrebbero esserci al suo interno delle sostanze nominate indesiderate a causa delle tubature datate che potrebbero andare a cambiare il sapore della nostra acqua.

Proprio per questo esistono gli erogatori d’acqua che sono degli impianti che vengono posizionati in cucina e che permettono di far uscire dal rubinetto acqua filtrata e leggera.

Alcuni impianti dispongono anche di acqua frizzante, questo per soddisfare le esigenze di tutti.

In questo modo si riduce il consumo di plastica, eliminando l’acquisto delle stesse contrastando quindi l’inquinamento ambientale.

L’ozonizzatore domestico Igenial per la tua lavatrice

Ecogenia ha una visione a 360° e sensibile alla tematica dell’inquinamento, trova importante eliminare anche la plastica durante i lavaggi in lavatrice.

Utilizzando un ozonizzatore domestico, si utilizzerà acqua con ozono per lavare e disinfettare i capi, riducendo in primis le confezioni di plastica contenente i detersivi e inoltre i lavaggi saranno totalmente ecologici.

L’azienda Ecogenia attiva da tanti anni sul mercato dispone di soluzioni ecologiche , all’avanguardia in diversi settori.

L’importanza dell’ambiente è al primo posto

assumere acqua dal rubinetto