News sui prodotti ed eventi per la depurazione a osmosi inversa dell’acqua

L’erogatore acqua Gold Slim 60-90-120, la tua acqua leggera direttamente a casa

Bere acqua di qualità a casa è una scelta concreta di benessere, sostenibilità e risparmio. Grazie all’erogatore acqua Gold Slim è possibile ottenere acqua leggera direttamente dal rubinetto con un sistema di filtraggio acqua basato su osmosi inversa, eliminando la necessità di acquistare bottiglie.

Ecco un’analisi dettagliata dei tre modelli principali della gamma, Gold Slim 60, Gold Slim 90 e Gold Slim 120, che comprende caratteristiche, prestazioni e benefici.

Che cos’è un erogatore acqua Gold Slim e come funziona

Gli erogatori acqua della serie Gold Slim utilizzano la tecnologia dell’osmosi inversa, un processo di filtrazione che sfrutta membrane di alta qualità per separare le molecole di acqua pura da eventuali metalli pesanti, impurità, contaminanti e sostanze indesiderate che potrebbero essere presenti a causa di tubazioni domestiche obsolete.

Infatti, l’acqua di rete è sicura e controllata nel suo tratto dall’acquedotto agli edifici, mentre una volta entrata nell’impianto domestico non subisce più nessun controllo. Questa tecnologia è riconosciuta per la sua efficacia nel rendere l’acqua leggera, piacevole al gusto e adatta al consumo quotidiano, priva di odori e perfettamente trasparente, ideale da bere e per cucinare.

Gold Slim 60: compatto ed efficiente per esigenze base

Il modello Gold Slim 60 è progettato per chi desidera una soluzione domestica semplice ma performante. Con una capacità di erogare circa 60 litri di acqua leggera all’ora, è ideale per nuclei familiari piccoli o per chi consuma acqua filtrata principalmente per bere e cucinare.

Il sistema di filtraggio a osmosi inversa utilizza due membrane TFC, certificate per uso alimentare, che garantiscono un’alta riduzione di impurità e sostanze indesiderate, assicurando un’acqua dal gusto più pulito direttamente dal rubinetto della cucina.

erogatore d'acqua gold slim

Gold Slim 90: equilibrio tra prestazioni e consumo

Il modello Gold Slim 90 rappresenta l’equilibrio perfetto tra efficienza e prestazioni per famiglie di dimensioni medie. Con una capacità di 90 litri all’ora, ovvero circa 1,5 litri al minuto, offre un flusso d’acqua superiore rispetto al 60, adatto anche per un uso più frequente e per famiglie con consumi maggiori.

Anche in questo caso, il sistema di filtraggio a osmosi inversa con due membrane TFC garantisce acqua leggera e di qualità, eliminando gli eventuali PFAS presenti nell’acqua e offrendo un’esperienza di utilizzo quotidiano notevolmente migliorata rispetto all’acquisto di acqua in bottiglia.

Gold Slim 120: prestazioni elevate per famiglie numerose

Per chi ha esigenze di erogazione più elevate, il Gold Slim 120 rappresenta il top di gamma all’interno della famiglia Gold Slim. Grazie a tre membrane osmotiche, questo modello è in grado di fornire fino a 120 litri di acqua leggera all’ora, equivalente a circa 2 litri al minuto, e risponde perfettamente alle necessità di famiglie numerose, abitazioni con più punti di consumo o persone che desiderano avere acqua filtrata sempre disponibile senza compromessi.

L’azione combinata delle tre membrane aumenta la portata e assicura prestazioni di filtrazione superiori.

Quale modello scegliere

La scelta tra Gold Slim 60, 90 e 120 dipende principalmente dall’intensità d’uso e dal numero dei consumatori in casa. Il modello da 60 litri/ora è sufficiente per una coppia o una famiglia piccola, mentre il 90 litri/ora è consigliato per un uso domestico più frequente. Il 120 litri/ora è ideale per chi desidera massima disponibilità di acqua leggera senza attese anche in caso di consumo costante o per abitazioni con più persone. Tutti i modelli condividono lo stesso sistema di filtraggio acqua basato su osmosi inversa, garantendo acqua leggera, e priva di alterazioni indesiderate.

bere acqua dal rubinetto

Perché richiedere un test dell’acqua gratuito

Prima di scegliere l’erogatore acqua più adatto, è fondamentale conoscere la composizione dell’acqua di casa: durezza, presenza di minerali, conducibilità e altri parametri influenzano non solo la qualità effettiva dell’acqua, ma anche la scelta del modello e la configurazione del sistema di filtraggio.

Le aziende di settore affidabili come Acqualife offrono un test dell’acqua gratuito, ovvero un servizio personalizzato che analizza dal vivo un campione d’acqua e consiglia il modello Gold Slim più efficace per le esigenze specifiche. Questo approccio non solo aiuta a prendere una decisione informata, ma consente di massimizzare i benefici di un impianto di filtrazione domestico, con acqua più leggera e sempre disponibile per il consumo quotidiano.

Acqua leggera per il benessere di tutta la famiglia

L’erogatore acqua Gold Slim è una soluzione pensata per chi desidera acqua leggera e di qualità direttamente dal proprio rubinetto, senza compromessi tra prestazioni, affidabilità e semplicità d’uso. Con tre modelli in gamma, Gold Slim 60, 90 e 120, è possibile scegliere la portata d’acqua più adatta alla famiglia, migliorando il gusto e la leggerezza dell’acqua utilizzata ogni giorno.

Richiedere un test dell’acqua gratuito è il primo passo per una scelta consapevole: permette di capire esattamente cosa c’è nell’acqua di casa e quale sistema di filtraggio installare per ottenere risultati tangibili. Perché aspettare? L’acqua leggera e di qualità è già a portata di rubinetto

L’importanza dell’idratazione in inverno

Mantenere una corretta idratazione durante i mesi freddi è fondamentale, anche se la percezione della sete diminuisce. Il corpo continua a perdere liquidi a causa del clima rigido e del riscaldamento domestico, influenzando energia, pelle e capacità di concentrazione. Bere acqua con regolarità diventa quindi una routine indispensabile per sostenere il benessere e la vitalità quotidiana.

Perché l’idratazione è fondamentale in inverno

Quando le temperature si abbassano, l’organismo impiega più energie per mantenere la temperatura corporea stabile. Questo processo aumenta il consumo di liquidi, che devono essere reintegrati costantemente.

Un buon livello di idratazione supporta i processi metabolici, favorisce la digestione e mantiene efficiente la funzione muscolare. Bere acqua durante la giornata, senza aspettare di avvertire la sete, aiuta anche il sistema immunitario, facilitando il trasporto dei nutrienti e l’eliminazione delle tossine.

il sistema immunitario

Bere acqua con costanza: una routine da costruire

Per garantire una corretta idratazione è utile distribuire l’assunzione di acqua nell’arco della giornata:

  • un bicchiere al mattino
  • uno prima dei pasti
  • uno durante le ore di lavoro

Scegliere un’acqua di qualità può rendere più semplice questa abitudine, perché risulta gradevole e di facile assimilazione. Proprio l’acqua leggera, grazie al suo contenuto controllato di minerali, è indicata per il consumo quotidiano e contribuisce a mantenere un equilibrio idrico costante.

Pelle più sana e benessere generale

L’idratazione influisce direttamente sulla salute della pelle, che in inverno tende a seccarsi e perdere elasticità. Bere acqua con continuità aiuta a rafforzare il film idrolipidico e a ridurre rossori e sensazioni di fastidio.
Anche chi pratica sport nei mesi freddi deve prestare attenzione: il clima può attenuare la percezione dello sforzo, ma la perdita di liquidi rimane significativa.

la bellezza della pelle

Un gesto semplice per affrontare l’inverno

Integrare l’idratazione nella routine quotidiana, preferendo un liquido leggero e ricordandosi di bere acqua a intervalli regolari, è una delle strategie più efficaci per affrontare il freddo con energia e chiarezza mentale.
L’inverno richiede cura e ascolto del proprio corpo, e tutto parte da un gesto essenziale: mantenere livelli di idratazione adeguati, costanti e consapevoli.

L’affinatore domestico per un’ottima idratazione

Per mantenere i giusti livelli di idratazione tutto l’anno, è utile avere un affinatore domestico per avere sempre a disposizione acqua leggera e di qualità.

L’impianto agisce sul liquido di rete, già sicuro e potabile, migliorandone il sapore e rendendolo a portata di caraffa e borraccia, eliminando il bisogno di acquistare pesanti casse d’acqua e trasportarle fino a casa.

Per scegliere il dispositivo più adatto alle esigenze di tutta la famiglia è sufficiente richiedere un test dell’acqua gratuito, registrandosi qui.

Cosa sono i Pfas e dove si trovano

I PFAS, acronimo di sostanze per- e poli-fluoroalchiliche, sono composti chimici sintetici utilizzati per rendere i materiali resistenti all’acqua, ai grassi e alle alte temperature. Sono presenti in tessuti tecnici, imballaggi alimentari, schiume antincendio e in numerosi prodotti di uso quotidiano. La loro struttura chimica estremamente stabile impedisce la degradazione naturale, motivo per cui vengono chiamati “inquinanti eterni”.

Il problema principale dei PFAS è la bioaccumulazione. Si concentrano infatti nel suolo, nelle acque e negli organismi viventi, compreso il corpo umano. L’esposizione prolungata è collegata a effetti sul sistema endocrino e immunitario, danni epatici, infertilità, diabete e aumento del rischio di alcuni tumori.

Capire cosa sono i PFAS significa comprendere che non si dissolvono nel tempo e continuano a circolare nell’ambiente, rendendo la contaminazione persistente e diffusa.

I PFAS sono pericolosi per la salute?

L’esposizione alle sostanze per- e polifluoroalchiliche è stata oggetto di numerosi studi scientifici che ne evidenziano i potenziali rischi per la salute umana. Di seguito, alcune fonti autorevoli che supportano le informazioni precedentemente citate:

  • Alterazioni del sistema endocrino: uno studio pubblicato su Annals of Pediatric Endocrinology & Metabolism ha evidenziato che l’esposizione ai PFAS può interferire con la funzione tiroidea, portando a ipotiroidismo.
  • Problemi al fegato: una meta-analisi su Environmental Health Perspectives ha concluso che esiste un’associazione tra l’esposizione ai PFAS e marker di danno epatico, suggerendo un potenziale effetto epatotossico nell’uomo.
  • Effetti sul sistema immunitario: l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha stabilito che l’effetto più critico per la salute umana legato ai PFAS è la ridotta risposta del sistema immunitario alle vaccinazioni.
  • Aumento del rischio di alcuni tumori: il C8 Science Panel ha riportato un probabile legame tra elevate concentrazioni di PFOA nel sangue e un aumentato rischio di cancro ai testicoli e ai reni.
  • Disturbi dello sviluppo: uno studio riportato su Environmental Health Perspectives ha associato l’esposizione ai PFAS a ritardi nello sviluppo motorio e cognitivo nei bambini, con possibili effetti sulla capacità di apprendimento e interazione sociale.
  • Malattie cardiovascolari: il C8 Science Panel ha evidenziato un legame probabile tra l’esposizione al PFOA e l’ipercolesterolemia, un fattore di rischio per le malattie cardiovascolari.

Queste fonti scientifiche sottolineano l’importanza di monitorare e limitare l’esposizione ai PFAS per proteggere la salute pubblica.

monitoraggio dei pfas

Quali tipologie esistono

Dal punto di vista tecnico, i PFAS si distinguono in catena lunga

  • PFOA — acido perfluoroottanoico;
  • PFOS — perfluoroottano-sulfonato;

e catena corta

  • TFA — acido trifluoroacetico.

I composti a catena corta, pur meno studiati e spesso considerati meno problematici, stanno emergendo come una criticità propria. La causa è la loro mobilità elevata, la diffusione più ampia e una maggiore difficoltà di controllo.

PFAS nell’acqua: i dati di Greenpeace sull’acqua potabile

Secondo l’indagine condotta da Greenpeace Italia tra settembre e ottobre 2024, la presenza di PFAS nell’acqua potabile è ampiamente diffusa sul territorio nazionale. Lo studio ha analizzato 260 campioni in 235 comuni italiani, coprendo tutte le regioni.
Ecco i risultati principali, basati esclusivamente sull’inchiesta di Greenpeace:

  • 206 campioni su 260 (79%) contengono almeno una delle 58 molecole PFAS analizzate;
  • Solo il 21% dei campioni risulta privo di contaminazione;
  • Il PFAS più rilevato è il PFOA, presente nel 47% dei campioni;
  • Seguono il TFA (40%) e il PFOS (22%).
  • Tutte le regioni italiane risultano interessate dalla contaminazione.

Questi numeri confermano che il problema dei PFAS nell’acqua potabile non riguarda più solo aree industriali ad alta esposizione, ma l’intero sistema idrico nazionale.

PFAS nell’acqua in bottiglia: cosa dice l’inchiesta

Greenpeace ha poi analizzato 16 bottiglie appartenenti agli 8 marchi più venduti in Italia. Anche qui i dati sono chiari:

  • 6 marche su 8 presentano PFAS, in forma di TFA;
  • I valori più elevati rilevati sono stati di 700 ng/L.

Il dato rilevante è che i PFAS non sono presenti solamente nell’acqua del rubinetto, ma anche in alcune acque minerali industriali. L’inquinamento, infatti, può derivare da sorgenti esposte o da processi industriali a monte.

Perché sono difficili da rimuovere

La stabilità dei PFAS li rende resistenti ai trattamenti tradizionali di potabilizzazione. Filtri a carbone attivo, resine o microfiltrazione, da soli, possono ridurre parzialmente la contaminazione, ma non la eliminano in modo sufficiente. Per questo motivo si parla sempre più spesso della necessità di tecnologie avanzate per abbattere i PFAS nell’acqua potabile.

pfas nell'acqua

Osmosi inversa: l’unica tecnologia certificata per eliminare i PFAS

Oggi, fra tutte le tecnologie di affinamento domestico e professionale, l’osmosi inversa è l’unica certificata per ridurre in modo significativo e documentato i PFAS.

Secondo le certificazioni NSF/ANSI Standard 53 e 58, i sistemi di osmosi inversa sono in grado di abbattere fino al 98–99% dei PFAS, incluse le molecole più problematiche come PFOS e PFOA.

Queste certificazioni garantiscono che il dispositivo sia stato testato secondo protocolli internazionali e che l’efficacia dichiarata sia verificabile e ripetibile.

È importante precisare che:

  • L’osmosi inversa è attualmente l’unica tecnologia certificabile per la rimozione dei PFAS;
  • L’efficacia può variare in base allo stato della membrana, alla manutenzione e alla concentrazione iniziale degli inquinanti;
  • Nessun altro sistema domestico a carbone attivo, microfiltri o ultrafiltrazione possiede oggi certificazioni equivalenti per eliminare quasi totalmente i PFAS.

Perché è importante agire ora

La domanda cosa sono i PFAS riguarda direttamente la qualità dell’acqua che le famglie italiane bevono ogni giorno. In Italia, le analisi indipendenti mostrano che la contaminazione da PFAS dell’acqua potabile e anche delle bottiglie è più diffusa di quanto comunemente percepito. La prevalenza elevata (79% dei campioni) e i valori rilevati nelle acque in bottiglia testimoniano che bere acqua senza PFAS non è ancora scontato.

Dal punto di vista della tutela individuale e collettiva, è essenziale che si intensifichino i controlli, vengano adeguati i limiti normativi alla luce delle evidenze scientifiche, e che i gestori idrici e i singoli utenti considerino la filtrazione come passaggio concreto per la riduzione del rischio.

In questo scenario, l’osmosi inversa rappresenta lo strumento più efficace per affrontare il problema a livello domestico, grazie alla possibilità di rimuovere fino al 99% dei PFAS e certificazioni internazionali che garantiscono la qualità dei risultati.

Acqua filtrata nelle scuole, come ridurre gli sprechi e bere

Garantire acqua filtrata negli istituti scolastici è un passo concreto verso la creazione di scuole sostenibili e capaci di ridurre gli sprechi in modo significativo.

In molte classi i bambini usano borracce riempite ai lavandini dei bagni, mentre a mensa spesso vengono distribuite bottiglie in PET che generano numerosi rifiuti da smaltire. Perché quindi non installare dei sistemi di filtrazione dell’acqua? Ecco quali sono i vantaggi, i dati di consumo e come questa scelta può trasformare la scuola in un esempio virtuoso da seguire.

Quanta acqua bevono i bambini a scuola

Secondo le raccomandazioni italiane LARN (Livelli di Assunzione di Riferimento di Nutrienti) i bambini con età dagli 1 ai 3 anni dovrebbero assumere circa 1,2 litri di acqua al giorno. Tra i 4 e 6 anni la quantità sale a 1,6 litri, mentre tra i 7 e 10 anni si raggiungono 1,8 litri.

Anche se questi numeri sono indicativi, e possono cambiare in base allo stato di salute dei più piccoli, fonti diverse concordano sui consumi reali di acqua. Il Corriere della Sera riporta che oggi i bambini italiani tra 4 e 8 anni bevono tra 1,2 e 1,5 litri giornalieri. Assicurare acqua di qualità e sempre disponibile è quindi essenziale, anche per sostenere la loro concentrazione e l’energia durante le lezioni.

Acqua filtrata e il problema delle bottiglie in PET a scuola

In Italia, il consumo pro capite di acqua confezionata arriva a 220 litri l’anno, per un totale di oltre 10 miliardi di contenitori in plastica monouso aperti e gettati.

Le bottiglie in PET sono tra i principali simboli dell’inquinamento plastico nelle scuole a causa delle ingenti quantità da smaltire e la complessa gestione logistica, anche dal punto di vista dell’approvvigionamento. Introdurre acqua filtrata tramite affinatori riduce drasticamente questo spreco e trasforma l’utilizzo quotidiano in un gesto sostenibile e concreto.

Erogatori scolastici, perché installarli?

L’installazione di erogatori di acqua filtrata all’interno delle scuole ha un doppio vantaggio:

  • migliora la qualità dell’acqua bevuta
  • aiuta a ridurre gli sprechi di plastica

Integrare un sistema per il trattamento dell’acqua potabile negli edifici scolastici significa garantire agli studenti un approvvigionamento costante di acqua di qualità, fresca e controllata. Un erogatore d’acqua riduce le eventuali sostanze indesiderate, migliorandone il gusto e rappresenta una valida alternativa alle bottigliette monouso distribuite durante la giornata scolastica.

L’adozione di questi sistemi favorisce la diffusione di buone pratiche ambientali, rendendo le strutture più vicine all’idea di scuole sostenibili e attente al benessere collettivo. Infatti, gli erogatori nei luoghi pubblici e scolastici riducono l’impatto ambientale della CO2 del 70% rispetto al consumo in bottiglia.

Benefici tecnici e igienici

  • I dispositivi filtranti collegati alla rete garantiscono acqua di qualità controllata, trattata con le tecnologie dell’osmosi inversa o dell’ultrafiltrazione.
  • Consentono di utilizzare l’acqua filtrata in modo sicuro e costante durante tutto l’orario scolastico, anche durante i pasti in mensa, eliminando completamente la necessità di distribuire bottiglie in PET.

Scuole sostenibili: il coinvolgimento educativo

Le scuole sostenibili possono trasformare l’acqua in un tema di educazione civica. Tra le tante iniziative, possono distribuire borracce riutilizzabili, spiegare l’impatto ambientale della plastica e incoraggiare comportamenti virtuosi anche in famiglia.

attività scolastiche per far conoscere ai ragazzi come aiutare il proprio pianeta

Ridurre gli sprechi: si parte dalla scuola

Installare un sistema di acqua filtrata nelle scuole significa perseguire contemporaneamente obiettivi legati alla salute, alla sostenibilità e al risparmio. Con una riduzione drastica delle bottiglie in PET, una gestione migliore delle risorse e una crescita della consapevolezza ambientale, le scuole possono diventare veri e propri centri di innovazione educativa.

Un piccolo investimento che ripaga in benessere, risparmio e futuro. Scopri come rendere la tua scuola più green qui.

Dalle falde acquifere al rubinetto: qual è il percorso dell’acqua

L’acqua potabile, prima di essere considerata tale, compie un lungo viaggio e subisce diversi trattamenti che ne garantiscono la sicurezza per il consumo. Tutto ha inizio nelle falde acquifere, riserve sotterranee che alimentano sorgenti, fiumi e anche l’acqua del rubinetto.

Comprendere il percorso dell’acqua è cruciale per promuovere un uso consapevole e proteggere una risorsa essenziale per il pianeta e per la vita.

Le falde acquifere, la riserva nascosta della Terra

Le falde acquifere sono strati di roccia o sabbia saturi d’acqua, ricaricati lentamente dalle precipitazioni. In Italia, circa l’85 % dell’acqua potabile proviene da queste fonti, una percentuale tra le più alte in Europa. Le falde freatiche sono vicine alla superficie e vulnerabili a contaminazioni, mentre le falde acquifere in profondità, protette da strati impermeabili, spesso si trovano a decine o centinaia di metri sotto il suolo e garantiscono acqua più pura.

Quando piove, una parte dell’acqua filtra lentamente nel terreno fino a raggiungere queste riserve sotterranee. È un processo lento ma fondamentale per il riequilibrio dell’ambiente. Questi luoghi di accumulo naturali, infatti, alimentano sorgenti, fiumi e laghi, sostenendo ecosistemi e garantendo acqua potabile a milioni di persone.

A livello globale, le falde contengono circa il 30 % dell’acqua dolce disponibile . Tuttavia, dal 2003, 21 dei 37 più grandi acquiferi mostrano una riduzione dei livelli d’acqua. Nel 71% dei casi sono in corso svuotamenti, e in circa un terzo si osserva un’accelerazione del fenomeno.

acqua piovana

Il percorso dell’acqua: un viaggio nascosto

Una volta captata, l’acqua inizia il suo percorso verso le case. Il percorso dell’acqua può iniziare da una sorgente, da un pozzo che attinge a una falda profonda o da un bacino artificiale. L’acqua viene poi raccolta in impianti di sollevamento e condotta verso quelli di trattamento.

In questa fase, il liquido viene sottoposto a controlli e processi di depurazione per eliminare sostanze indesiderate, batteri o eventuali sostanze indesiderate. Solo dopo questi passaggi l’acqua è pronta per essere immessa nella rete idrica, attraversare chilometri di condotte e giungere infine nelle case, negli uffici e negli edifici pubblici.

Un processo invisibile che garantisce la sicurezza e la qualità dell’acqua del rubinetto, oggi sempre più monitorata e controllata.

Qualità dell’acqua del rubinetto, perché è sicura e sostenibile

L’acqua del rubinetto in Italia è tra le più sicure d’Europa. Viene sottoposta a controlli continui da parte di enti pubblici e gestori locali, secondo normative stringenti (mediamente 250mila all’anno). La sua qualità è garantita lungo tutto il tragitto, dalla captazione alla distribuzione.

Oltre a essere sicura, l’acqua del rubinetto è anche una scelta sostenibile. Evitare l’acquisto di bottigliette PET significa ridurre l’uso della plastica e le emissioni legate al trasporto. Bere l’acqua di casa, quindi, fa bene sia al portafoglio che all’ambiente.

Le minacce alle falde acquifere

Sono diversi i fattori che a oggi minacciano le falde.

  • Prelievo eccessivo: molti grandi acquiferi vengono estratti più velocemente di quanto si ricarichino; spesso i livelli scendono di decimetri o metri ogni anno, costringendo a trivellare più a fondo.
  • Inquinamento: sostanze chimiche come nitrati e pesticidi possono infiltrarsi nei terreni e contaminare le falde superficiali.
  • Cambiamento del suolo impermeabilizzato: urbanizzazione e cemento impediscono la ricarica naturale, riducendo la rigenerazione delle falde.

Difendere l’acqua per difendere la vita, il ruolo dei cittadini

Conoscere il percorso dell’acqua, dalle falde acquifere in profondità fino al rubinetto, aiuta a sviluppare una maggiore consapevolezza sul valore di questa risorsa. Ogni goccia è frutto di un equilibrio delicato tra natura, infrastrutture e responsabilità collettiva.

Ridurre gli sprechi, scegliere sistemi di depurazione domestici, preferire l’acqua del rubinetto e sostenere politiche di tutela ambientale sono piccoli gesti con un grande impatto. Solo così sarà possibile garantire a tutti l’accesso a un’acqua buona, ideale e sostenibile.

Direttiva SUP: la svolta europea contro la plastica monouso

La Direttiva SUP (Single Use Plastics), formalizzata con la Direttiva (UE) 2019/904, rappresenta un passo fondamentale dell’Unione Europea nella lotta contro l’inquinamento da plastica monouso e le microplastiche.

Entrata in vigore il 3 luglio 2019, questa normativa impone agli Stati membri di adottare misure concrete per ridurre l’impatto ambientale dei prodotti realizzati con polimeri sintetici, e pone particolare attenzione all’ambiente marino e alla salute umana.

Direttiva SUP, quali sono gli obiettivi

La Direttiva SUP mira a:

  • Prevenire e ridurre l’incidenza di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, in particolare gli ecosistemi acquatici, tra gli habitat più inquinati del pianeta.
  • Promuovere la transizione verso un’economia circolare con modelli imprenditoriali, prodotti e materiali innovativi e sostenibili.
  • Ridurre la presenza di microplastiche nell’ambiente, derivanti dalla degradazione dei prodotti in plastica monouso non correttamente smaltiti né riciclati.

I prodotti vietati
Dal 3 luglio 2021, la Direttiva SUP vieta l’immissione sul mercato di determinati prodotti in plastica monouso per i quali esistono alternative più sostenibili. Tra questi, i più comuni sono:

  • Posate e piatti in plastica
  • Cannucce per bibite
  • Cotton fiock
  • Aste per palloncini
  • Contenitori per alimenti e bevande in polistirene espanso

Quelli appena citati, rappresentano i prodotti che più alimentano i rifiuti marini e la loro eliminazione è un passo cruciale per la tutela degli ecosistemi acquatici del pianeta.

nuovi contenitori

Direttiva SUP, cosa succede alle bottiglie di plastica

Le bottiglie di plastica, pur non essendo vietate dalla direttiva, sono soggette a specifiche misure.

  • Entro il 2025, le bottiglie in PET devono contenere almeno il 25% di plastica riciclata; questa percentuale salirà al 30% entro il 2030.
  • I tappi delle bottiglie devono rimanere attaccati al contenitore durante l’uso, per ridurre la dispersione nell’ambiente.
  • Gli Stati membri dovranno garantire una raccolta differenziata del 77% delle bottiglie entro la fine del 2025 e del 90% entro il 2029.

Queste misure incentivano il riciclo e riducono la produzione di nuove plastiche, contribuendo alla diminuzione delle microplastiche nell’ambiente.

Responsabilità estesa del produttore

La Direttiva SUP introduce anche il principio della responsabilità estesa del produttore, imponendo ai produttori di coprire i costi legati alla gestione dei rifiuti dei loro prodotti, comprese le attività di raccolta, trasporto, trattamento e sensibilizzazione dei consumatori.

Questo approccio è stato scelto per incentivare le aziende a progettare prodotti più sostenibili, riducendo l’uso di plastica monouso.

Qual è l’impatto della Direttiva SUP sull’Italia

L’Italia ha recepito la Direttiva SUP con il Decreto Legislativo n. 196 dell’8 novembre 2021, entrato in vigore il 14 gennaio 2022. Tuttavia, il recepimento ha suscitato critiche da parte della Commissione Europea, in quanto il decreto italiano prevede deroghe per le plastiche biodegradabili e compostabili, non conformi alla direttiva europea.

Dall’altro lato, l’Italia è uno dei Paesi europei più virtuosi quando si parla di raccolta differenziata e questo approccio la pone un passo avanti nella lotta contro l’inquinamento plastico.

La Direttiva SUP rappresenta un’importante iniziativa dell’Unione Europea per combattere l’inquinamento da plastica monouso e le microplastiche.

Attraverso il divieto di commercializzazione di determinati prodotti, l’introduzione di requisiti stringenti per le bottiglie di plastica e la responsabilità estesa del produttore, la direttiva promuove una transizione verso un’economia più sostenibile e circolare.

Oltre a seguirne i principi, è fondamentale che tutti gli attori coinvolti, dai produttori ai consumatori, collaborino per ridurre l’impatto ambientale della plastica monouso e proteggere il pianeta per le generazioni future.

proteggere l'ambiente per un paese piu green

Filtrazione acqua domestica, quale scegliere?

La filtrazione acqua domestica è importante per avere sempre a disposizione un liquido di qualità da bere, per cucinare e per tutti gli utilizzi quotidiani.

In Italia il consumo dell’acqua di rubinetto è in aumento, con quasi il 40% delle famiglie italiane che possiede un sistema di filtrazione, con un incremento del 19% rispetto al 2021, secondo i dati del 2024 di Open Mind Research per Aqua Italia.

Sul mercato esistono però diverse soluzioni e spesso diventa difficile orientarsi senza una conoscenza di base. Ecco quindi una breve guida su come il filtraggio con osmosi inversa differisce dalle altre tecnologie e su come scegliere l’erogatore d’acqua per la casa.

Perché scegliere la filtrazione acqua domestica

L’acqua del rubinetto, seppur potabile e sicura poiché controllata rigorosamente nel suo tragitto dall’acquedotto, può contenere sostanze indesiderate come cloro, calcare, metalli pesanti e sostanze chimiche indesiderate se entra in contatto con tubazioni obsolete all’interno degli edifici.

Un sistema di filtrazione domestico può quindi elevare la qualità del liquido, migliorando il gusto dell’acqua grazie al controllo del residuo fisso. Allo stesso tempo, consente di essere più sostenibili, riducendo il consumo di bottigliette di plastica che, se non correttamente smaltite, sono tra le prime cause di inquinamento nel mondo.

assumere acqua dal rubinetto

Microfiltrazione, ultramicrofiltrazione e osmosi inversa: le differenze

Quando si sceglie un sistema di filtrazione, è importante conoscere le differenze tra i principali metodi, per fare una scelta consapevole e adatta ai consumi della propria famiglia.

  • Microfiltrazione: è la prima barriera contro le sostanze indesiderate e utilizza filtri con pori di circa 0,1 micron per trattenere particelle in sospensione, eliminare batteri e alcuni microorganismi, migliorando il gusto dell’acqua;
  • Ultramicrofiltrazione: offre una filtrazione più avanzata con membrane dai pori di dimensioni fino a 0,01 micron che trattengono anche virus e particelle fino a 10 volte più piccole di quelle eliminate dal sistema di microfiltrazione;
  • Osmosi inversa: si rivela il metodo più completo e agisce con più membrane semipermeabili, con pori inferiori a 0,001 micron, che consentono di sbarazzarsi del 99% delle sostanze indesiderate.

Come funziona il filtraggio acqua osmosi inversa

L’osmosi inversa è uno dei sistemi più avanzati per la filtrazione dell’acqua domestica. Questo processo sfrutta la pressione per incanalare l’acqua attraverso più membrane semi-permeabili che la separano da eventuali sostanze indesiderate. Il risultato è un liquido leggero e senza chimica, privo di sostanze indesiderate e ioni disciolti, al riparo da virus e batteri.

Il funzionamento del erogatore acqua per la casa a osmosi inversa è semplice. Al suo interno si trovano due scompartimenti separati, uno con l’acqua ancora da filtrare, e l’altro con l’acqua filtrata.

Il liquido con sostanze indesiderate passa attraverso le membrane che trattengono sostanze indesiderate e restituiscono acqua di qualità che viene incanalata nel rubinetto.

Tra i suoi vantaggi ci sono:

  • Rimozione di nitrati e pfas, metalli pesanti e sostanze chimiche
  • Miglioramento del gusto e dell’odore dell’acqua
  • Maggiore qualità delle ricette in cucina
  • Eliminazione di bottigliette in PET a favore di caraffe e borracce riutilizzabili

Per avere l’impianto di filtrazione acqua domestica sempre in salute è necessaria una manutenzione ordinaria regolare per la sostituzione dei filtri.

osmosi inversa

Erogatore acqua per la casa, come sceglierlo

L’erogatore acqua per la casa rappresenta una soluzione ideale per il benessere di tutta la famiglia, versatile e adatto a ogni esigenza.

Collegato direttamente alla rete idrica domestica, restituisce un liquido di qualità, capace di favorire il benessere di tutta la famiglia. Prima di acquistarlo, è necessario considerare diversi fattori:

  • scegliere un’azienda affidabile che offra servizi di assistenza post-vendita
  • capire quali sono le esigenze e i consumi della famiglia
  • verificare la qualità dell’acqua di casa con un test gratuito dell’acqua

Grazie alla visita a domicilio di un esperto Acqualife, è possibile ricevere informazioni personalizzate e scoprire le soluzioni più adatte a seconda delle necessità. Per esempio:

  • per bere e cucinare la soluzione più interessante è l’osmosi inversa
  • quando l’acqua è particolarmente dura al distributore domestico può essere abbinato un addolcitore

In sostanza, acquistare un sistema di filtrazione acqua domestica è un investimento che permette di ridurre il proprio impatto ambientale e migliorare la qualità di vita.

Niente più pesanti casse da trasportare dal supermercato a casa, né plastica da gettare nella raccolta differenziata: solo acqua di qualità da godersi direttamente dal rubinetto senza stress.

impianti con filtrazione acqua domestica differente

Osmosi inversa come funziona e cos’è

L’osmosi inversa è una tecnologia utilizzata per purificare l’acqua che viene impiegata su larga scala sia a livello domestico, sia industriale. È in grado di eliminare una vasta gamma di sostanze indesiderate, migliorando la qualità dell’acqua e il suo sapore, oltre a renderla inodore.

Un impianto osmosi inversa è un dispositivo tecnologico che non tutti conoscono a fondo.

Ecco quindi come funziona, quali elementi è in grado di eliminare e quali sono i suoi principali pro e contro.

Cos’è l’osmosi inversa

L’osmosi inversa è un processo di filtrazione dell’acqua potabile che sfrutta delle membrane semipermeabili per trattenere eventuali sostanze indesiderate.

Grazie a una leggera pressione, l’erogatore d’acqua domestico a osmosi inversa spinge l’acqua che scorre dalle tubazioni attraverso queste pellicole, sfruttando il movimento per separare le sostanze indesiderate e restituire un’acqua di qualità.

All’interno dell’impianto si troverà quindi l’acqua piena di sostanze indesiderate, che verrà smaltita direttamente nello scarico e quella leggera e di qualità, che verrà invece indirizzata verso il rubinetto.

Qual è la sua funzione?

La funzione principale di un impianto osmosi inversa è quella di rendere leggera e di qualità l’acqua potabile, rimuovendo eventuali sostanze indesiderate che questa può incontrare scorrendo nelle tubazioni degli edifici privati, spesso obsoleti o trascurati a livello di manutenzione.

L’acqua potabile del Sindaco, infatti, subisce numerosi controlli nel suo tragitto dall’acquedotto alle case ma, una volta arrivata all’interno delle abitazioni, risulta fuori dal controllo del Comune e potrebbe raccogliere sostanze come metalli pesanti, cloro, pesticidi, batteri e virus.

Il processo di osmosi inversa migliora il sapore dell’acqua ed elimina eventuali cattivi odori, rendendola l’ingrediente perfetto per cucinare e un liquido che contribuisce al benessere di tutta la famiglia.

Come funziona l’osmosi inversa

L’erogatore d’acqua per la casa a osmosi inversa è costituito da diversi livelli di filtrazione, che si ottengono tramite il passaggio del liquido attraverso più membrane osmotiche.

Queste sono in grado di rimuovere sedimenti e particelle di grandi dimensioni, e, grazie ai carboni attivi, eliminare il cloro e diversi altri composti chimici. Infine, l’impianto osmosi inversa constente di regolare il residuo fisso all’interno dell’acqua.

Il flusso dell'osmosi inversa

Cosa elimina questo processo?

L’osmosi inversa è molto efficace nel rimuovere una vasta gamma di sostanze.

Queste sono le principali:

  • Sali minerali disciolti, tra cui sodio, cloruro e calcio. Questi ultimi, in particolare, agiscono sulla durezza dell’acqua
  • Metalli pesanti come piombo, arsenico, mercurio e cadmio
  • Clorati impiegati per disinfettare l’acqua, che possono comprometterne il gusto
  • Nitrati e nitriti che penetrano nelle falde acquifere a causa dell’utilizzo di fertilizzanti
  • Batteri, virus e microrganismi patogeni

I pro e contro dell’osmosi inversa

Prima di installare un impianto a osmosi inversa, è bene valutare attentamente quelli che sono i suoi vantaggi e compararli con gli svantaggi.

Qui un elenco dei più significativi.

Benefici

  • Acqua di qualità sempre a disposizione: grazie alle membrane osmotiche, gli impianti di purificazione domestica grantiscono l’accesso a un’acqua buona e priva di eventuali sostanze indesiderate;
  • Buon sapore: grazie alla regolazione del residuo fisso e all’eliminazione di possibili tracce di cloro e altri sedimenti, l’acqua ottenuta attraverso un erogatore d’acqua casa a osmosi inversa ha un buon sapore;
  • Depurazione del corpo: un’acqua di qualità aiuta l’organismo a depurarsi in modo più efficace;
  • Sicurezza: l’acqua del rubinetto ti lascia senza pensieri poiché controllata, mentre quella in bottiglia, se mal stoccata e sottoposta a calore e luce diretta del sole, può rilasciare microplastiche;
  • Risparmio: con un impianto a osmosi inversa non sarà più necessario acquistare le casse d’acqua, eliminando anche il trasporto e lo stoccaggio;
  • Sostenibilità: grazie al distributore si possono risparmiare all’ambiente tonnellate di plastica che, se non smaltita correttamente, è tra le principali cause di inquinamento;
  • Comodità: l’acqua di qualità è sempre a portata di rubinetto.

Le microplastiche nell'acqua del rubinetto

Svantaggi

  • Manutenzione ordinaria: per garantire il suo funzionamento a regola d’arte, l’erogatore d’acqua per la casa a osmosi inversa richiede una regolare manutenzione per il cambio dei filtri e la pulizia dell’impianto ( però solitamente viene ricordato dal fornitore);
  • Manutenzione straordinaria: in caso di guasti è necessario l’intervento di un tecnico per sostituire eventuali componenti danneggiati;
  • Ingombro: per installare l’erogatore d’acqua domestico è necessario dello spazio libero in cucina: sotto al lavello, sotto zoccolo oppure sopra al top.

Perché scegliere l’osmosi inversa

L’impianto osmosi inversa è tra le soluzioni più efficaci per la purificazione dell’acqua, facilmente installabile in cucina grazie all’intervento di esperti che lo collegano direttamente nella tua cucina.

Prima di scegliere il modello più adatto, è consigliato eseguire un test dell’acqua di casa per valutarne la qualità, per poi seguire i consigli di un esperto in merito alla portata dell’impianto più idonea ai consumi di tutta la famiglia.

Acqua frizzante dal rubinetto di casa, che funzione ha l’erogatore d’acqua domestico?

Avere a disposizione acqua frizzante dal rubinetto è semplice se si decide di installare un erogatore d’acqua domestico.

Attraverso la purificazione del liquido e la gasatura dell’acqua, bicchieri, caraffe e borracce possono essere riempiti velocemente per soddisfare la sete di ogni membro della famiglia.

Ma come funziona l’erogatore d’acqua per la casa frizzante? Qui una guida utile.

Acqua frizzante dal rubinetto, come funziona il gasatore

La gasatura acqua domestica si può ottenere con apparecchi detti gasatori, integrati all’interno di distributori a osmosi inversa.

Si tratta di dispositivi in grado di rendere effervescente l’acqua semplicemente sciogliendo al suo interno dell’anidride carbonica.

Questo gas molto solubile si discioglie in grandi quantità all’interno dell’acqua grazie a una pressione più alta di quella naturale.

Una volta che la pressione ritorna alla normalità, la CO2 riacquista il suo stato gassoso e forma le famigerate bollicine, capaci di stuzzicare il palato durante la bevuta.

Come fare l’acqua frizzante a casa

Grazie all’erogatore d’acqua casalingo con frigogasatore integrato, è possibile avere in casa un sistema di purificazione che consente di scegliere tra acqua liscia, temperatura ambiente, gassata e fredda.

Il suo frigo interno, infatti, abbassa la temperatura dell’acqua e vi unisce la CO2, in modo da dare una profonda gasatura al liquido.

acqua frizzante in casa

Erogatore acqua per la casa con acqua frizzante, le caratteristiche

L’erogatore acqua domestico frizzante è solitamente dotato di diversi comandi, collegati a un innovativo sistema di controllo della temperatura. Grazie a questo si può scegliere di erogare acqua fredda e/o gassata al bisogno.

Per prima cosa, le membrane osmotiche all’interno del erogatore d’acqua per la casa con acqua frizzante trattengono eventuali sostanze indesiderate che si trovano nell’acqua del rubinetto.

Il liquido concrentrato di sali viene scartato, mentre il permeato passa attraverso un regolatore di salinità, che permette di scegliere il valore del residuo fisso dell’acqua. In questo modo l’acqua può incontrare tutti i gusti e fornire il giusto quantitativo di sali minerali.

Dopodiché, il gasatore consente di iniettare anidride carbonica nel flusso dell’acqua, restituendo acqua gassata direttamente dall’erogatore.

Gasatura acqua, con il distributore c’è più gusto

Combinare osmosi inversa e frigogasatore è la formula vincente dei distributori domestici.

L’azione combinata consente quindi di avere sempre a portata di mano un’acqua di qualità, con il livello di gasatura desiderato e alla temperatura che più aggrada tutta la famiglia.Prova le soluzioni all’avanguardia di Ecogenia.

La sostenibilità ambientale vista con gli occhi dei bambini

La sostenibilità ambientale permette di mantenere in equilibrio l’ecosistema naturale ed è una tematica che sempre più si cerca di raccontare ai bambini.

Educarli ad avere attenzione per l’ambiente e cura per ogni essere vivente è necessario per costruire un futuro migliore.

Nel corso di ogni anno scolastico si parla della sostenibilità ambientale attraverso numerose attività didattiche ed extra didattiche, molte volte toccando con mano le problematiche che affliggono il nostro pianeta.

Esistono numerosi libri dedicati a questi temi e negli utlimi 15 anni anche il cinema comprende titoli che narrano di problematiche ambientali e soluzioni green.

Ma quali sono i cartoni animti e i film per ragazzi focalizzati su ecologia e sostenibilità?

La sostenibilità ambientale raccontata con i cartoni animati

Ecco una lista di cartoni animati e film consigliati ai bambini / ragazzi per aiutarli a crescere con una prospettiva più green, rispettosi del pianeta e della biodiversità.

Mia e il migù, 2008

Ambientato nell’America del Sud, questo film parla di Mia, che parte alla ricerca del padre che lavora in un enorme cantiere nel quale si sta trasformando una porzione della foresta tropicale in un lussuoso complesso alberghiero.

Mia durante il suo viaggio nella ricerca del padre, si troverà circondata da misteriose creature che le permetteranno di conoscere la forza e la meraviglia della natura incontaminata.

Mia e il Migu'

Wall-E, 2008

Ambientata in un futuro lontano, la pellicola racconta di Wall-e. Si tratta di un robot, unico abitante del Pianeta terra, abbandonato dagli esseri umani a causa dell’eccessivo inquinamento e di un enorme accumulo di rifiuti.

Un giorno arriva sulla Terra il robot E.V.E. che fa innamorare Wall-e e vivono così mille avventute che cambieranno il loro destino e quello dell’umanità.

The Lorax – Il guardiano della foresta, 2012

Questo cartone animato è stato prodotto in seguito al quarto libro scritto da Dr. Seuss. In questa storia la matrice è l’ecologia e parla di Ted che è nato e cresciuto in una cittadina piena di plastica e senza vegetazione.

Ted si innamora di una ragazza che sente la mancanza del verde e quindi fà di tutto per recupere alberi e vegetazione pur di realizzare il sogno della ragazza.

A mettere i bastoni fra le ruote al ragazzo sarà un magnate locale, che non ha nessun interesse a promuovere il ritorno della fotosintesi.

una città piena di plastica

Mia e il Leone Bianco, 2018

Mia è una ragazza di 11 anni che vive con i genitori, i quali possiedono un allevamento di leoni. A seguito di mille vicende la ragazza trova serenità con Charlie un leone bianco con cui avrà un legame speciale.

Dopo anni Charlie diventa adulto e causa molte preoccupoazioni ai genitori a causa del suo forte istinto animale.

Così il leone viene rinchiuso e Mia non accetta questa azione da parte del padre, che tenta anche di venderlo al miglior offerente dopo il ferimento del fratello Mick.

Mia così sceglie di scappare insieme a Charlie per poi portarlo alla Riserva Naturale di Timbavati per garantigli una totale protezione.

Pallino e le meraviglie della barriera corallina, 2021

L’obiettivo principale di questo cartone animanto è far conoscere l’ecosistema marino con le migliaia forme di vita che ospita. Pallino, un piccolissimo pesciolino, è il protagonista di mille avventure fin dalla sua tenera età.

La storia lo mostra alle prese con il mare, alla scoperta del mond dei coralli e narra di come sia difficile la sopravvivenza per le diverse specie viventi.

la vita dei mari

La Biennale di Venezia premia la difesa dell’ambiente

Quelli elencati qui sopra sono solo alcuni dei film e cartoni animati che avvicinano i bambini e i ragazzi al tema della sostenibilità ambientale.

Anche la Biennale di Venezia dal 2011, durante la Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica, premia le azioni green e la deuncia verso i cambiamenti climatici con il Premio Inclusione e sostenibilità edipo Re, che viene conferito al film che meglio dimostri i valori legati alla difesa dell’ambiente.